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Il pancione e la musica, i benefici per mamma e bambino

La musica ha degli effetti straordinari sui bambini, fin dalla gravidanza.

A sottolinearlo un recente studio scientifico (ricerca condotta dall’Università di Milano Bicocca e pubblicata sulla rivista inglese Women and Birth) che ha ribadito che cantare al pancione durante i nove mesi della dolce attesa regala una sensazione di benessere sia alla mamma sia al bambino. Pare inoltre che cantare durante la gestazione permetterà al bambino in arrivo di ridurre il rischio di coliche e quindi di piangere di meno una volta nato.

Cantare, in genere, fa bene all’umore. Cantare in gravidanza non solo mette allegria, ma migliora anche la salute della futura mamma e del bambino. Pensate che il canto rafforza il rapporto con il feto e migliora già nell’utero le capacità linguistiche del bambino. Non solo, l’uso della voce con vocalizzi permette alla donna anche di scaricare la tensione e di caricarsi di energia vitale generata dalle sue stesse vibrazioni canore.

Il canto nel periodo gestazionale, ha effetti positivi anche sulle coliche: i bambini che avevano avuto mamme canterine erano in grado di piangere circa 15 minuti in meno rispetto a chi aveva avuto madri silenziose.
Favorisce la produzione delle endorfine che allontanano ansia e stress. Offre al piccolo che è in grembo un canale di comunicazione con l’esterno. È ormai noto che, fin dai primi mesi della vita intrauterina, il nascituro sente, ricorda, è consapevole e reagisce, tanto che la comunicazione tra madre e figlio comincia assai prima della nascita.

Nell’utero il feto comincia a percepire i rumori grossolani alla 18^ settimana e alla 24^ è già in grado di percepire i suoni, sviluppando completamente il senso dell’udito nel corso della gravidanza. Il bambino infatti nei nove mesi vive in un mondo in penombra ma pieno di suoni. I rumori prodotti dal passaggio del cibo nell’apparato digerente, il ritmo della respirazione, il battito ritmato del cuore della mamma e lo scorrere del sangue attraverso la placenta, accompagnano il bambino dall’inizio alla fine della gestazione. Il ritmo del cuore materno è il ritmo primitivo su cui si forma il nostro senso della musica. Il feto è sensibile alla musica: cantare per il vostro bambino è un modo assai gradevole di comunicare con il nascituro.
Ne sono convinti negli ospedali di Chelsea e West London, a Londra, dove sono iniziati i corsi in classe per le future mamme.

Ma invece di correre a Londra, potete venire alla SA, sentirvi a casa vostra e lasciarvi andare in un canto liberatorio e amorevole.
Classica, leggera: ad ogni mamma il suo brano, ad ogni mamma il suo bambino.

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